Il redesign di un sito web è un’operazione tanto necessaria quanto complessa. La riprogettazione richiede tempo, denaro, competenza e attenzione. Ma non si può evitare. Il Growth Driven Design è un approccio alternativo a quello tradizionale: più efficace, più flessibile e sempre aggiornato con le necessità aziendali. Vediamo di cosa si tratta e quali vantaggi può portare al tuo business.

Il sito web è il biglietto da visita della tua azienda. 

Quante volte abbiamo sentito questa frase? Anche se può suonare banale e ripetitiva resta sempre attuale. Un sito web deve essere costruito a regola d’arte. Deve avere un bel design, contenuti informativi che rispondano alle necessità dell’utente e consentire una navigazione fluida per ottimizzare la user experience.

Anche in questo campo le prime impressioni contano. Quante volte hai abbandonato una pagina web solo perché era esteticamente brutta? Quanto ci hai messo per uscire da un sito quando le informazioni di cui avevi bisogno non erano immediatamente disponibili?

Oggi non ci si può più permettere di trascurare il proprio sito web, e bisogna mettere in conto un redesign periodico per stare al passo con le esigenze del mercato. Il rischio è quello di risultare fuori moda e di essere penalizzati dai motori di ricerca nel corso del tempo.

Riprogettare un sito web non piace (quasi) a nessuno. Implica lunghi mesi di lavoro, analisi, pianificazione, test, focus group e una buona dose di stress, sottraendo tempo prezioso alle attività quotidiane. Ma con il giusto approccio anche questo lavoro può diventare stimolante! Ecco allora che ci viene in soccorso il Growth Driven Design: un approccio sistematico al web (re)design che integra marketing e sales per raggiungere obiettivi comuni.

Cos’è il Growth Driven Design

Come in tutte le questioni mediamente complesse, può essere utile partire dalle definizioni. Prendiamo in prestito quella di Impact, nota agenzia inbound marketing Diamond Partner di Hubspot:

“Growth-driven design succeeds in minimizing the risks of traditional web design through a systematic approach that shortens the time to launch by focusing on real impact, and continuous learning and improvement.”

“Il Growth Driven Design minimizza i rischi del web design tradizionale attraverso un approccio sistematico che accorcia i tempi di lancio focalizzandosi sull’impatto reale, l’apprendimento e il miglioramento continuo.”

Apprendimento e miglioramento continuo sono due pilastri fondamentali del GDD, che si configura come un processo iterativo e continuo. Nell’approccio tradizionale si tende a concentrare tutto in unico, grande momento, mentre con il GDD si procede per step evolutivi (anche dopo la messa online!) e obiettivi a breve termine.

Normalmente si decide di riprogettare un sito web ogni due-tre anni, quando ci si accorge di essere ormai obsoleti sia in termini di design che di contenuti. Oppure, nel caso di aziende medio-grandi, il sito web potrebbe essere bloccato in layout statici decennali o incagliato in qualche intricata rete di responsabili diversi che non sanno sbrogliare la matassa.

Il Growth Driven Design ottimizza il sito per gradi, basandosi su test e analisi del comportamento degli utenti. Si avanza un passo alla volta: designer, sviluppatori e copywriter intervengono sul sito in fasi diverse, quando ne emerge la necessità. Può essere utilizzato come metodo work-in-progress, quindi senza mai bloccare il sito e integrando i nuovi cambiamenti strada facendo, oppure come approccio concettuale in fase di progettazione di un nuovo sito web.

Un altro aspetto da mettere in evidenza è che il GDD si fonda su una stretta integrazione tra marketing e vendite. Le informazioni raccolte sul comportamento dei visitatori vengono utilizzate per informare e migliorare le strategie e le tecniche di marketing e vendita, e viceversa. Molto interessanti nel processo di crescita di un sito web sono i test di usabilità: quante cose si imparano dagli utenti!

È chiaro che si tratta di un modello più flessibile rispetto a quello classico, in cui si può cambiare rotta in funzione delle condizioni e degli ostacoli che si incontrano.

growth driven design

Fonte: An Introduction to Growth Driven Design

 

Come funziona il Restyling di un sito web con il Growth Driven Design?

Fino a qui tutto bene. Dal punto di vista teorico il Growth Driven Design ha tutte le carte in regola per prendere il posto della metodologia tradizionale. Ma in pratica come funziona? Per semplificare, possiamo suddividere il GDD in tre fasi: strategia, lancio e miglioramento continuo.

  1. Strategia

Come nell’approccio tradizionale, tutto inizia con la pianificazione strategica e la definizione degli obiettivi. Navigare alla cieca non porta da nessuna parte. Scopo di questa fase è la comprensione del pubblico di riferimento in modo completo ed empatico. Da dove provengono i visitatori sul tuo sito? Come interagiscono con esso? Quali sono le criticità e i punti deboli?

Gli step principali sono:

    • Definizione degli obiettivi: quali obiettivi vuoi raggiungere con il tuo sito web? Quali aspetti vuoi migliorare? Come ogni attività di business, anche un sito ha bisogno di essere costruito con uno scopo e secondo una direzione precisa.
    • Personas: sviluppa un profilo dettagliato di ogni tipologia di visitatore. Le buyer personas, concetto chiave dell’inbound marketing, sono rappresentazioni ipotetiche del cliente ideale. Permettono di identificare in modo chiaro caratteristiche e bisogni dei tuoi potenziali clienti, e sono molto utili anche nel processo di redesign di un sito web.
  • Ricerca quantitativa e qualitativa: è il momento di una full immersion nei dati. Analizza le performance del sito attuale e individua le aree di miglioramento. Raccogli dati sugli utenti esistenti e mettili a confronto con i profili delle personas creati in precedenza: è molto probabile che i numeri siano utili per integrarli con informazioni aggiuntive.
  • Assunti di base: a questo punto puoi iniziare a formulare degli assunti di base sui visitatori del tuo sito. Grazie ai passaggi precedenti, è possibile fare alcune deduzioni, come ad esempio la tipologia di dispositivi utilizzati per accedere al sito (mobile o desktop?), le informazioni cercate dai visitatori e così via. Queste linee guida sono molto preziose e serviranno per migliorare l’architettura complessiva del sito e delle singole pagine.

L’ultimo passaggio della prima fase è la wishlist. Fai un brainstorming con i membri del team per mettere su carta ogni idea creativa e innovativa da includere nel sito. Dopo un paio d’ore di confronto vi ritroverete con una lista di 50-200 idee, che riguarderanno sia le azioni iniziali per creare il nuovo sito, sia quelle da mettere in atto più avanti nel tempo in un’ottica di sviluppo continuo.

  1. Lancio

Nell’approccio tradizionale il lancio del sito è lo step finale. Nel Growth Driven Design, invece, si lancia il nuovo sito web il prima possibile, anche in forma provvisoria, in modo da poter iniziare da subito a raccogliere dati sul comportamento dei visitatori e ottimizzare il sito in corso d’opera.

In generale, il tempo previsto per il lancio è di circa un mese, contro i tre-sei mesi necessari nel web design tradizionale. Non si tratta di un sito web completo e perfetto, ma sarà comunque migliore della versione esistente e, soprattutto, costituirà un punto di partenza su cui lavorare.

In questa fase può essere utile seguire il cosiddetto Principio di Pareto, altrimenti noto come regola 80/20: il 20% delle cause provoca l’80% degli effetti.

Cosa significa per la riprogettazione di un sito? Significa che bisogna accorciare la wishlist, focalizzandosi sul 20% delle azioni che genereranno l’80% dell’impatto e del valore per gli utenti. In altri termini, devi individuare i “must have”: cosa non può mancare alla versione beta del tuo sito web? Quali caratteristiche devono essere presenti da subito e quali possono aspettare?

  1. Miglioramento continuo

Quando si cominciano a raccogliere e analizzare i dati relativi al comportamento degli utenti si entra nella fase di miglioramento continuo. Si procede per prove ed errori, monitorando l’impatto di ogni singolo fattore sulla user experience nel corso di circa 11 mesi.

Il GDD è un processo ciclico, in cui si avanza un passo alla volta: pianificazione, sviluppo, apprendimento, trasferimento. Ciò che non bisogna dimenticare è che tutto ruota intorno alle persone. Se un’azione sembra non avere un collegamento con le buyer personas, o non è chiaro come possa aggiungere valore, è il momento di fare un passo indietro e rivalutare ciò che si sta facendo.

Conclusioni

Rispetto al web design tradizionale, il Growth Driven Design riduce il rischio di una spesa eccessiva a fronte di un basso ROI, grazie a un processo che fornisce dati affidabili crescendo mese su mese.

Il risultato? Un sito web migliore del precedente, che si sviluppa nel tempo sulla base delle reali necessità dei visitatori, più conveniente del metodo classico e con costi spalmati nel tempo. Un sito web ottimizzato e mai obsoleto, perché evolve nel tempo seguendo i cambiamenti del mercato e le esigenze degli utenti.

Il Growth Driven Design offre un nuovo approccio al web design: flessibile, rapido, efficace e meno costoso in termini di tempo e risorse. Un’opportunità da cogliere per generare lead e far crescere il tuo business.

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