Oggi vogliamo parlare di un passaggio fondamentale per il piano di marketing: l’analisi preliminare, il momento dove tutto comincia.

Eh sì, perché si fa presto a dire: iniziamo a fare marketing.

Ma prima ancora di pubblicare un post su Facebook, far partire una newsletter o una campagna su Google ADS, bisogna avere chiaro in mente dove si vuole arrivare.

Bisogna insomma avere una precisa strategia, un piano d’azione. E per creare una strategia che funzioni è necessario fermarsi ad analizzare la situazione di partenza.

È un po’ come quando si progetta una vacanza itinerante. O, meglio ancora, un percorso, un’escursione.

Prima di metterti in viaggio dovrai capire quale attrezzatura ti serve, quale hai già e quale ti devi procurare. Ma dovrai anche studiare l’itinerario, capire quanto è difficoltoso, decidere se farai delle tappe, se ti servono provviste, se hai bisogno di una tenda o se puoi andare a dormire in qualche struttura…

Nel marketing non è molto differente. Lo studio preliminare serve proprio a valutare le tue risorse, esaminare il mercato in cui operi e il pubblico a cui ti rivolgi, per aiutarti poi a fissare degli obiettivi e scegliere i canali e gli strumenti giusti con cui raggiungerli.

Vediamo quindi nel dettaglio quali sono le fasi principali dell’analisi.

 

1)   Analisi della tua azienda e del tuo brand

Il primo, importantissimo step di ogni analisi di marketing è questo.

È necessario infatti capire esattamente chi sei, cosa offri, dove vuoi andare; valutare quindi l’ecosistema in cui ti muovi e le risorse che hai a disposizione.

Uno degli strumenti che si mettono in campo in questa fase è l’analisi SWOT, uno modello che aiuta a focalizzare i tuoi punti di forza e di debolezza, le opportunità e minacce del tuo mercato di riferimento.

Qui puoi trovare una spiegazione dettagliata e un modello di Personal Swot Analysis, applicabile anche ai Brand.

 

2)   Analisi del mercato e dei competitor

Dopo esserti guardato allo specchio, arriva il momento di ampliare la visuale all’orizzonte in cui operi.

Questa è infatti la fase in cui si approfondiscono le dinamiche specifiche del tuo segmento di mercato e si studiano con attenzione i concorrenti, diretti e indiretti.

È qui che si applica il metodo del benchmarking, ovvero l’analisi dei competitor. In pratica si mette a confronto la tua azienda con alcuni dei concorrenti più significativi per studiare le differenze dell’offerta, del posizionamento, della strategia di vendita e di comunicazione.

Questa fase è molto interessante, perché spesso si rivela ricchissima di spunti e idee che finiranno poi nella strategia. Ebbene sì, a volte bisogna guardare a cosa fanno gli altri per comprendere cosa vorremmo (o non vorremmo) fare noi!

 

3)   Analisi dei clienti: target e buyer personas

I clienti, ovviamente, sono centrali nel tuo piano di marketing.

Per riuscire a intercettarli, attirarli con la tua comunicazione e poi persuaderli ad acquistare i tuoi prodotti o servizi, è necessario però conoscere a fondo i tuoi potenziali buyer.

La prima domanda a cui devi rispondere è questa: ho una sola tipologia di cliente? Oppure a servizi diversi corrispondono clienti diversi?

Da qui si capiscono i target, ovvero i gruppi omogenei di clientela a cui ti rivolgi.

Fatto questo, l’analisi del target va in profondità.

Dei tuoi clienti e potenziali clienti devi sapere tutto: non solo che lavoro fanno, ma anche se sono uomini o donne, che età hanno, dove vivono, come passano le loro giornate. E ancora, quali sono i loro bisogni e i loro desideri, le loro difficoltà e le loro paure. Ma anche quali canali digitali usano, dove si informano, su quali social trascorrono il tempo e perché…

Se fatta bene, questa analisi tira fuori un vero e proprio tesoro di informazioni, che saranno utilissime più avanti, quando dovrai gestire giorno per giorno la tua comunicazione!

Uno degli strumenti messi in campo in questa fase è il modello delle Buyer Personas: una carta d’identità del cliente tipo, che ti aiuterà in seguito a tenere sempre presente le persone a cui ti rivolgi.

Per approfondire la questione ti consigliamo di leggere “A chi vuoi parlare? Un approccio inclusivo per definire il tuo cliente ideale” e se desideri addentrarti ancor di più in questo step dai uno sguardo anche a “Hai costruito le tue Buyer Personas, e adesso?”.

Una delle cose importanti da considerare durante l’analisi è la possibilità di intervistare le persone coinvolte nel progetto, sia internamente che esternamente. L’opinione degli Stakeholder può cambiare completamente la nostra visione globale dell’azienda e farci rendere conto di come l’attività viene realmente percepita.

 

4) Via con la strategia!

Ora che hai acquisito tutte le informazioni necessarie puoi davvero metterti a stendere una strategia di marketing.

Se conosci bene la tua situazione e il tuo mercato, puoi infatti darti degli obiettivi concreti, realistici e misurabili.

Se conosci bene i tuoi clienti puoi scegliere con consapevolezza su quali canali muoverti, quali leve di marketing, quali messaggi, quali contenuti e quale stile di comunicazione utilizzare.

Ed ecco allora che prende il via la parte pratica della strategia e compaiono i piani editoriali…

Ma di questo possiamo parlare direttamente a voce, magari davanti ad un caffè!