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UX TREND 2019, cosa ci aspetta?
Diamo uno sguardo alle strade principali che percorreranno gli UX designer quest’anno

La user experience (o esperienza utente, per dirla all’italiana) è un tema ormai all’ordine del giorno e su cui le più grandi aziende mondiali stanno investendo e puntando.

Perché la UX continua a crescere di importanza? Perché il mondo sta cambiando rapidamente, l’interazione tra utente e dispositivi (di qualsiasi genere) è all’ordine del giorno e la UX ha il complito di semplificare questa interazione e renderla più facile, più fluida.

Quel che è certo è che la UX sarà uno dei temi principali anche per quest’anno e continuerà a trainare i business di successo.

Vediamo insieme quali sono i maggiori trend per la UX per questo 2019

#1 Design differenziati per segmenti di target

A quanto pare anche nel campo della UX per garantire una migliore esperienza utente è necessario partire dal target: chi sono, quanti anni hanno e dove abitano i nostri utenti?

Domande semplici e logiche, per chi si occupa di marketing, ma cosa c’entrano con chi progetta esperienze e interfacce?
In realtà c’entrano eccome! Partire dai nostri utenti è sempre la pratica migliore, come diciamo sempre in agenzia: riportiamo il cliente al centro dei modelli comunicativi.

Una tendenza importante per quest’anno sarà quella di creare layout diversi seguendo 2 (+1) segmenti di target. Il suggerimento infatti è quello di progettare diversi modelli a seconda dell’area geografica, dei dati demografici e della psicologia (il mio +1, poi vi spiego).

Segmentare geograficamente è facile da comprendere, un’applicazione utilizzata in Italia e in Cina sarà inevitabilmente sottoposta a processi diversi, l’utente italiano non avrà le stesse necessità di quello cinese, ma soprattutto soddisfare i suoi bisogni non richiederà lo stesso processo che servirebbe per soddisfarne uno cinese.

Demograficamente invece significa concentrarci sull’età, sul sesso ecc. Ad esempio: gruppi di utenti compresi tra 25 e 35 anni non hanno le stesse necessità di quelli compresi tra 55 e 65, giusto?

Quindi in una progettualità volta sempre più a soddisfare e facilitare l’utente finale, progettare diversi layout a seconda del mio target mi sembra una pratica senza dubbio sensata e interessante.

Ora arriviamo alla psicologia. (Il +1 l’ho segnato perché secondo me ci vorrà ancora del tempo). Si tratta di personalizzare l’esperienza utente a seconda delle abitudini, delle ideologie, dei comportamenti del nostro utente. Certo, ad oggi riusciamo a raccogliere una quantità di dati che ci permetterebbero di farlo, non dico di no, ciò che secondo me è ancora difficile da fare è riuscire a settorializzare questi dati per poterli in qualche modo raggruppare e standardizzare, cosa necessaria, altrimenti dovremmo creare layout personalizzati 1-1.

Tralasciando il punto psicologico, creare layout diversi per ogni segmento di target è sicuramente uno dei maggiori trend UX del 2019.

Ora, se tu che stai leggendo sei di questo settore (e se sei arrivato fino a qui, lo sei) ti starai chiedendo qualcosa come: sì, ma se creo 3-4-5-6 layout diversi a seconda di quanti segmenti ho individuato essere interessanti come faccio a far sì che ogni persona appartenente ad un dato segmento visualizzi il design corretto? Tralasciando tecnicismi da sviluppatori, potremmo farlo con un filtro iniziale, forse? Una o due domande, o forse più, che ci permettano di ‘attivare’ il layout migliore a seconda di chi lo sta cercando/chiedendo. Io farei così!

E da qui mi collego al #2, il cosiddetto Tunneling!

Il nome vi richiamerà il tunnel ed infatti il concetto è proprio quello: guidare l’utente in un tunnel di scelte preconfezionate che servono a farlo interagire con ‘voi’ ; si tratta di progettare un’esperienza utente all’interno di binari che vi permettano di renderlo partecipe di scelte condivise fino al raggiungimento di un obiettivo (ad esempio l’acquisto di un prodotto o la prenotazione di un viaggio).

Parlando di interazione con i dispositivi e di layout, parliamo di:

#3 Smartphone Pieghevoli ed ‘estraibili’

foldable smartphone

No ragazzi, non è fantascienza! Le più grandi aziende (vedi Samsung, Apple, Huawei e Google) stanno progettando e testando i cosiddetti Foldable Smartphone, che si prevede saranno in commercio già in questo 2019.

Significa che bisognerà fare attenzione, nella progettazione di layout e applicazioni web, a far sì che possano cambiare velocemente in formati non standardizzati.

A tal proposito interessante è il concetto di DESIGN-AGNOSTIC ovvero dobbiamo essere in grado di progettare esperienze che si adattino a qualsiasi touchpoint (smartphone, tablet, speaker, televisione..) l’utente decida di utilizzare, e non obbligare l’utente a utilizzare un preciso dispositivo perché noi abbiamo progettato così quel layout.

Il design-agnostic concentra le sue energie nel migliorare i progetti per far si che l’utente completi il suo User Journey nel modo più semplice e veloce possibile.

 

#4 Attenzione ai comandi di controllo!

Cambiano i dispositivi: cambia il nostro modo di utilizzarli. Stiamo passando sempre più a dispositivi senza nessun tasto, dove tutto il dispositivo è schermo e dove tutto il dispositivo è ‘toccabile’, cosa significa questo? Significa che dobbiamo prestare attenzione a dove posizioniamo le ‘cose da far fare’ all’utente.

Gli schermi, oltre ad avere preso la totalità del dispositivo, stanno anche diventando più grandi. Il 2018 infatti è l’anno in cui il formato 18:9 ha preso il sopravvento sul 16:9, il che comporta uno spostamento dei punti raggiungibili facilmente dalle nostre dita, in particolare dal pollice quando teniamo il telefono con una sola mano:

ux trend 2019 cosa ci aspetta

Il consiglio in questo caso è quello di seguire ciò che fanno i big (vedi YouTube nella foto): posizionare i principali comandi di controllo in basso in modo che siano facilmente raggiungibili.

Un’altra cosa a cui fare attenzione in questo senso è il campo cerca. Normalmente è posizionato in alto a destra, ma come potete vedere dall’immagine (e sono sicura che almeno una volta vi è capitato di far intervenire la mano sinistra per cliccare il ‘cerca’) non è facilmente raggiungibile; molti suggeriscono di creare delle bottom-bar fisse che contengano anche il campo cerca (vale anche per i siti web, ad esempio), anche se la cosa migliore sarebbe farlo trovare right-under-finger, giusto sotto il pollice insomma. Magari in alcuni layout è più plausibile rispetto ad altri.

#5 minimalismo e (white) Flat Design

In molti parlano di un ritorno al minimalismo solo-testo-bianco-e-nero, grezzo. Sono i puristi che vorrebbero tornare alla nascita del web e all’utilizzo della sola tipografia. A loro si affiancano (con voce più forte e delle motivazioni migliori) quelli che chiamano il ritorno del flat design, ormai superato dai layout 3D. Il Flat Design, rivisitato utilizzando il bianco come colore di sfondo e solo alcuni colori a contrasto, ad esempio per le CTA, pare essere un trend in aumento per quest’anno. Un design che riporta i layout ad una semplicità e ad un ordine visivo forse necessario, in un mondo virtuale straripante di distrazioni.

#6 GESTI

Sì avete letto bene, gesti.
Ha iniziato Apple con l’iPhoneX a progettare gesti che, fondamentalmente, modificano e personalizzano l’interazione dell’utente con il suo smartphone. Sono combinazioni di gesti che possono servire per sbloccare/bloccare, attivare delle App, aprire dei documenti, insomma ‘fare delle cose’ che l’utente può scegliere senza premere dei tasti, ma scorrendo il dito a destra o a sinistra, in alto o in basso, con uno scroll più lungo o una pressione maggiore, con dei gesti, per l’appunto.

Inserire lo studio dell’utilizzo dei gesti nei design da realizzare sarà un ottimo investimento per poter ulteriormente avvicinare l’utente al dispositivo e alla vostra tecnologia.

#7 VOICE UI

Sembra che per il 2019 continuerà a crescere l’utilizzo di dispositivi quali Alexa e Google Home, a riconoscimento vocale.
La maggior parte delle persone oggi li utilizza solamente per accendere la musica o la tv, ma si prevede che, mano mano che le tecnologie arriveranno nelle case delle persone, potranno essere associate a dispositivi diversi (vedi domotica ecc). Il punto è che il design di questi stessi dispositivi sia a livello di interfaccia-prodotto sia di esperienza deve essere migliorato e implementato, quindi c’è ancora molto lavoro da fare.

#8 STORYTELLING al servizio della UX

Non è questo il momento per parlare di Storytelling, che penso molti di voi già conoscano, ma vorrei portare alla vostra attenzione questo trend in forte crescita che unisce le tecniche della narrazione alla progettazione delle esperienze utente.

Il fulcro del discorso è che non dobbiamo più concentrarci sulla progettazione di esperienze utente che siano semplici, usabili e facilitanti, ma dobbiamo renderle memorabili e far sì che tutti possano sentirsi coinvolti.

“Putting ourselves in our customers’ shoes

is always good practice”

#9 UX WRITER

Sì, esiste e no, non è un pazzo.
Lo UX Writer è una delle professioni in forte crescita, ha visto la sua nascita (come etichetta) nell’appena trascorso 2018 e continuerà la sua escalation nel 2019.

È quella figura necessaria alle aziende che lavorano con la UX e che la usano come elemento distintivo. Lo UX Writer lavora con il microcopy, perché al giorno d’oggi anche una singola parola può fare la differenza.

La voce e il tono di un’interfaccia (una CTA su un pulsante o il messaggio di ringraziamento dopo aver compilato un form) sono importanti tanto quanto colori, icone, font e architettura delle pagine web, per questa ragione UX Designer e UX Writer dovrebbero lavorare a stretto contatto.

Per il 2019 come vedete c’è molto da fare e sicuramente queste nuove professioni continueranno ad accrescere la loro importanza. UX, UI, Copywriting e GDD saranno trainanti acceleratori di business.

(No ragazzi, GDD non è un parente del GGG, Grande Gigante Gentile. Ve lo raccontiamo presto, promesso!)

Chiara Simionato

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